Sahaja Yoga versus diabete
Il progetto prevedeva la formazione di un gruppo di pazienti diabetici (di tipo 1 e 2) volontari e interessati a seguire gli incontri di meditazione che si sono tenuti con cadenza settimanale. Lo scopo di questo studio è valutare in quale misura la pratica meditativa sia in grado di contrastare lo squilibrio energetico che, nel paziente diabetico, è alla base del manifestarsi della malattia. L'Associazione Diabetici di Vicenza ha aderito al progetto, iniziato nel 2008, con circa 10 pazienti. Sono stati misurati sia segnali oggettivi derivanti dalle analisi ematochimiche, sia segnali soggettivi che indicano comunque un miglioramento delle condizioni generali del paziente. L'Università di Modena e Reggio Emilia ha elaborato i dati antropometrici, psicometrici ed ematochimici.
Materiali e metodi
- Un gruppo di pazienti diabetici, che ha praticato regolarmente meditazione Sahaja Yoga, è stato monitorato per un anno.
- Il gruppo è stato sottoposto ad una batteria di test psicometrici per valutare il livello di qualità della vita (QLI), lo stato ansioso (SAS), il tono dell’umore (GDS), il livello di autostima (SES) ed una valutazione dello stato cognitivo (SPMSQ).
- I test sono stati somministrati all’inizio dell’esperienza, dopo 6 mesi e dopo 12 mesi.
- Sono stati monitorati con la stessa frequenza anche i parametri ematochimici: Hb glicossilata, glicemia, colesterolemia (totale, HDL, LDL), trigliceridemia, creatininemia.
Casistica di studio
Hanno partecipato alla meditazione 10 soggetti 4 di sesso maschile e 6 di sesso femminile.
Risultati
I valori relativi al peso, al body mass index ed alla circonferenza vita hanno evidenziato la tendenza ad una riduzione dei valori stessi che si è mantenuta nel tempo.
I valori della batteria di test psicometrici utilizzati, hanno evidenziato una tendenza al miglioramento pressochè generalizzata alla valutazione eseguita dopo 6 mesi di esperienza meditativa.
Tale beneficio ha mostrato una tendenza all’incremento nel tempo in particolare a carico dell’indice di qualità della vita, dello stato affettivo e del livello di autostima dei partecipanti a questa esperienza.
I valori ematochimici non hanno subito grosse variazioni nel tempo, si può comunque osservare come si assista ad una sostanziale stabilizzazione dei valori stessi che, a distanza di un anno, mostrano una relativa stabilità.
Nelle patologie croniche il peggioramento fa parte dell’evoluzione della malattia, pertanto anche il
mantenimento di una stabilità delle condizioni generali può essere considerato un risultato soddisfacente .
CONCLUSIONI
- La meditazione Sahaja Yoga ha influenzato positivamente alcuni parametri del dominio psicoaffettivo, con conseguente beneficio soggettivo nell’affrontare la quotidianità
- Ha avuto un impatto positivo su peso, BMI, circonferenza vita che si è mantenuto nel tempo
- Non ha inciso significativamente sui parametri bioumorali in termini di numeri, ma alcuni partecipanti hanno ridotto i dosaggi dei farmaci che assumevano per la malattia diabetica a testimonianza comunque di una maggior efficienza del sistema metabolico
- Possiamo quindi dire che la meditazione Sahaja Yoga ha apportato modificazioni positive e concrete al benessere di coloro che hanno partecipato all’esperienza di meditazione
- Concludendo si può affermare che i risultati possono considerarsi positivi e stimolano a riproporre questo tipo di esperienza
Ulteriori informazioni sul
progetto.
Due articoli del progetto apparsi sul notiziario quadrimestrale
Fe.Ve.Di.
Cosa dice l'
Università di Modena e Reggio Emilia.
- Secondo articolo apparso sul giornalino Fe.Ve.Di - Agosto 2008: